L'ASTRONOMIA E LE VASCHE MONUMENTALI DEI CELTI
                               di 
                         Adriano Gaspani

 

 L'analisi della struttura dei Nemeton, cioe' dei recinti sacri, costruiti 
 dai Celti durante l'eta' del Ferro suggerisce che l'Astronomia rivesti'
 un ruolo fondamentale sia nella scelta dei siti in cui furono edificati
 sia nella loro orientazione rispetto alle direzioni astronomiche
 fondamentali sia nella definizione della struttura costruttiva.
 Capita di frequente di trovare all'interno degli oppida delle vasche 
 rituali dotate di efficentissimi sistemi di canalizzazione atti al 
 rifornimento idrico.
 I reperti archeologici suggeriscono che i criteri costruttivi furono tali 
 da indurre gli archeologi a classificare tale vasche come "bacini 
 monumentali" sia dal punto di vista della qualita' e della quantita' dei 
 materiali litici impiegati sia per quanto riguarda le loro dimensioni.
 Gli archeologi hanno trovato traccia di quaste costruzioni in svariati
 oppida celtici tra i quali vanno segnalati Bibracte, Argentomagus, Glanum,
 Marsiglia, Lugdunum, Bourges, Vaison, Mackwiller (Basso Reno), Metz, 
 Lons-le-Gaunier (Jura), Saint Maur e in alcuni santuari quali quello di
 Montbui e quello posto presso le sorgenti della Sequana, (il nome gallico
 della Senna, il fiume che attraversa Parigi).
 Generalmente la forma delle vasche rituali e' quadrata o rettangolare come
 nel caso di Marsiglia, Lione, Bourges e Vaison, ma non mancano casi di 
 vasche semicircolari come a Glanum o di forma circolare, esagonale o 
 ottagonale come rileviamo a Metz, Lons-le-Gaunier nel Giura, a Saint-Maur 
 e a Montbui.
 Nel caso del santuario delle fonti della Sequana e soprattutto a Bibracte
 il cui bacino era di gran lunga il piu' importante di tutti la forma e'
 ellittica.
 
 I bacini monumentali rivestivano la funzione pratica di collettori
 d'acqua, ma anche valenza rituale considerato che i Celti attribuivano
 caratteristiche divine alle fonti e all'acqua stessa.
 La stessa Sequana era considerata una dea e il santuario posto alle sue
 fonti era ricco di offerte votive.
 La progettazione e la direzione dei lavori di edificazione erano compiti
 di pertinenza dei druidi, per questo e' naturale aspettarsi che sia la
 scelta del luogo sia la forma e l'orientazione dovessero sottostare a
 criteri di natura rituale.
 E' naturale quindi aspettarci che l'Astronomia potesse aver rivestito
 qualche ruolo importante nella progettazione.
 Al di la' dell'orientazione eminentemente equinoziale della vasca posta 
 alle sorgenti della Sequana
 In questa sede sono stati esaminati tre bacini rituali, quello di Bibracte
 quello di Argentomagus e quello posto alle fonti della Sequana.
                      
                  Il Bacino Monumentale di Bibracte
 
 Il "Bacino Monumentale" di Bibracte e' una vasca di forma ellittica 
 costruita in pietra, destinata a contenere dell'acqua e costruita grosso 
 modo intorno alla meta' del I secolo a.C.
 Geograficamente essa si trova al centro di quello che era l'Oppidum di
 Bibracte, la capitale dello stato degli Edui.
 La tribu' degli Edui rimase, salvo un breve periodo, alleata di Cesare 
 durante tutta la guerra di Gallia.
 L'Oppidum di Bibracte e' frequentemente citato da Cesare nel "De Bello
 Gallico" e per quanto ci e' dato di conoscere, questa citta' fu sede
 durante il I secolo a.C. di una scuola druidica tra le piu' avanzate
 della Gallia.
 Diviziaco, consigliere di Cesare, era druido a Bibracte e sia Cesare
 che Cicerone lo descrivono come un uomo in grado di discorrere
 brillantemente di questioni naturali (Physiologia) con i migliori
 intellettuali romani.
 Ritornando al bacino, il suo asse maggiore e' lungo circa 11 metri e
 il suo asse minore e' lungo 4 metri.
 Secondo le misure, l'asse maggiore e' orientato 36.4 gradi ad est rispetto
 al meridiano astronomico locale, e questo implica che l'asse minore sia
 diretto verso un punto dell'orizzonte locale distante 126.4 gradi dalla
 direzione Nord del meridiano astronomico.
 Le prime ipotesi indicarono la possibilita' che l'asse minore della
 vasca rituale fosse diretto verso il punto dell'orizzonte dove il Sole
 sorgeva al solstizio d'inverno durante il I secolo a.C, ma da analisi
 piu' approfondite condotte con tecniche piu' moderne e sofisticate e'
 risultato invece che l'asse minore del bacino e' diretto, con pochissimo
 scarto, verso il punto di prima visibilita' della stella Antares quando
 e' in levata eliaca, cioe' il primo giorno di visibilita' all'alba poco
 prima del sorgere del Sole.
 Tale evento indicava la data della festa di Trinox Samoni e il conseguente
 inizio della stagione invernale e dell'anno celtico.
 Intorno al 50 a.C. la levata eliaca di Antares avveniva secondo i calcoli
 il giorno 23 Novembre del calendario giuliano all'alba del quale un
 osservatore posto presso il bacino monumentale vedeva la stella spuntare 
 da dietro il monte Le Porrey, la maggior altura, poco piu' di 800 metri
 sul livello del mare, posta entro il perimetro dell'oppidum.
 Il fenomeno poteva anche essere osservato per riflessione sull'acqua
 proprio nel centro della vasca.
 Una volta riconosciuta l'orientazione astronomica possiamo mettere in 
 evidenza quali furono i criteri costruttivi della vasca ellittica che
 sono emersi analizzando i dati raccolti.
 Tenendo conto del fatto che l'unita' di misura lineare usata dai druidi
 per progettare il bacino valeva circa 2 metri ci accorgiamo che il bacino
 misura 6x2 unita'.
 La planimetria suggerisce chiaramente che la forma ellittica era stata
 ottenuta intersecando due cerchi di raggio pari a 5 unita' ciascuno i cui
 centri furono posti a 8 unita' di distanza l'uno dall'altro.
 La cosa stupefacente e' che in questo modo la meta' dell'asse maggiore
 della vasca viene ad essere lunga 3 unita', la distanza tra il centro
 della vasca e il centro di uno dei due cerchi 4 unita' e il raggio di
 ciascuno dei due cerchi generatori vale 5 unita' realizzando cosi' il
 minimo triangolo rettangolo pitagorico.
 Infatti il triangolo rettangolo con cateti lunghi rispettivamente 3 unita'
 e 4 unita' possiede l'ipotenusa lunga esattamente 5 unita'.
 La scoperta di questa proprieta' dei triangoli rettangoli la dobbiamo alla
 scuola pitagorica durante il IV secolo a.C.
 L'importanza del bacino monumentale di Bibracte e' tra le altre cose 
 proprio la dimostrazione che i druidi Edui conoscevano la Geometria 
 pitagorica e la Matematica necessaria per eseguire i calcoli.
 Un risultato accessorio e' che l'asse maggiore del bacino e' lungo a meno
 di un piccolo errore, comprensibile considerati i mezzi a disposizione di
 allora, come il lato del pentagono inscritto in ciascuno dei due cerchi
 generatori ed e' noto che il numero cinque aveva un significato rituale
 per i Celti.
 La tecnica con cui il bacino monumentale di Bibracte fu progettato fu
 quindi quella di determinare sperimentalmente la direzione verso la quale 
 era possibile osservare visualmente la levata eliaca della stella Antares 
 piu' o meno nel periodo della festa di Trinuxtion Samoni, quindi fissata 
 su quella direzione la posizione del centro del bacino fu ottenuta la 
 posizione, per tentativi, dei centri dei due cerchi generatori di raggio 
 pari a 5 braccia finche' venne ottenuto il triangolo pitagorico "3,4,5".
 Il profilo dell'intersezione tra i due cerchi forni' la forma richiesta per
 l'edificazione della vasca rituale.
 L'asse minore del bacino monumentale punta, nella direzione opposta, 
 verso il punto dell'orizzonte fisico locale, posto tra i profili delle 
 alture di Chemin de la Croix e del Bouquet de la Gravelle, in
 corrispondenza del quale tramontava il Sole al solstizio d'estate.
 Questo allineamento, permettendo la determinazione della data di solstizio, 
 era di fondamentale importanza per i druidi in quanto la conoscenza del 
 giorno in cui avveniva il solstizio permetteva di predire con esatezza la 
 data della levata eliaca della stella Sirio che determinava la celebrazione 
 della festa di Lughnasa e l'annuale assemblea delle tribu galliche.
 Durante l'eta' del Ferro la predizione era facile in quanto bastava
 aggiungere alla data del solstizio un mese lunare esatto, quindi
 ragionando utilizzando il calendario celtico, quale quello trovato a
 Coligny, bastava considerare lo stesso giorno del mese celtico seguente.
 L'asse minore del bacino permetteva quindi ai druidi di Bibracte la
 pianificazione di due delle quattro feste fondamentali celebrate dai Celti.
 I druidi di Bibracte non si limitarono solamente a costruire il bacino
 monumentale con criteri astronomici, ma molti altri reperti venuti 
 recentemente alla luce mostrano che l'Astronomia era tenuta in grande 
 considerazione nella citta' gallica.

              Il bacino monumentale di Argentomagus
 Il bacino monumentale di Argentomagus e' quasi contemporaneo di quello di
 Bibracte, ma la sua forma e' quadrata.
 Il bacino vero e proprio misura circa 4.5 metri di lato e si trova al
 centro di una gradinata in pietra che si stende per almeno 7 metri lungo
 ognuno dei quattro lati.
 La struttura quadrata risulta astronomicamente orientata infatti i due lati
 paralleli che puntano verso oriente sono diretti verso il punto 
 dell'orizzonte locale dove durante il I secolo a.C. sorgeva la costellazione
 di Orione e in particolare la stella di prima grandezza Rigel.
 Una situazione analoga la troviamo anche nella disposizione del nemeton di 
 Libenice in Boemia.
 Il lato perpendicolare il bacino e' diretto con notevole accuratezza 
 verso il punto di sorgere di Capella, un'altra stella di prima grandezza il 
 cui sorgere eliaco segnava per i Celti la data della festa di Imbolc.
 Le diagonali invece coincidono con alcuni punti notevoli solari e lunari.
 Infatti il Sole puo' essere visto sorgere lungo la diagonale NE-SW del
 bacino in prossimita' del Solstizio d'Estate, pero' con un certo errore 
 rispetto all'allineamento astronomicamente rigoroso.
 Dal lato opposto puo' essere osservato il tramonto della Luna ad uno dei
 Lunistizi intermedi, evento che capita ogni 18.6 anni.
 I casi descritti in questa sede costituiscono solo un piccolisimo esempio
 di quanto l'osservazione del cielo era importante per i Celti.
 Nella letteratura epica irlandese troviamo un passo significativo relativo 
 alle imprese giovanili di Finn, futuro capo dei Fianna, allevato dalla 
 druidesse Bodhmall e Liath Luachra nella foresta di Slieve Bladhma.
 Quando ebbe l'eta' adatta per apprendere, Bodhmall e Liath Luachra lo 
 introdussero ai sacri precetti, testualmente tradotto dall'irlandese
 antico: "...poi gli insegnarono tutti i segreti delle arti druidiche: le
 virtu' delle erbe, le abitudini degli animali del bosco e la loro voce,
 i nomi e le posizioni delle stelle nel cielo".

 

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