L'ENIGMA DELLA STELE DI TUROE
di
Adriano Gaspani

 

La stele di Turoe (Irlanda) e' un esempio di
arte celtica insulare che traspone simbolicamente,
secondo un complicato stile criptico, l'immagine
del cielo osservato dai Celti d'Irlanda durante 
il I secolo a.C.
La Pietra di Turoe e' un monolite cilindrico in granito datato tra il I
secolo a.C e il I secolo d.C. e ritrovato durante una campagna di scavo
condotta nel 1938 in Irlanda, nelle vicinanze di Feerwore. 
La pietra e' alta complessivamente 168 centimetri ed un peso di circa
quattro tonnellate.
La sua caratteristica principale e' quella di avere la parte superiore, che
si estende in altezza per circa 80 centimetri, decorata a motivi curvilinei
in stile celtico e frutto di un lavoro artigianale di notevole bravura.
Lo sviluppo della parte decorata puo' essere divisa in quattro quadranti, 
due dei quali, quelli laterali est e ovest, sono di forma semisferica e gli
altri due, i quadranti nord e sud, sono di forma grosso modo triangolare
curvilinea.
La decorazione e' un magnifico esempio dell'arte lateniana irlandese.
La tipologia delle decorazioni e' quella curvilinea ricca di anse, spirali
semplici e multiple, trisceli e forme lobate e subtriangolari.
L'analisi delle configurazioni presenti sulla stele di Turoe mostra subito
una caratteristica fondamentale della decorazione che va al di la' delle
questioni puramente estetiche e cioe' i motivi di tipo curvilineo si
ripetono a scale dimensionali diverse distribuite su alcuni ordini di
grandezza.
Questo fatto diviene particolarmente evidente prendendo in esame le spirali
che vi sono rappresentate e misurando la distribuzione dei loro raggi di 
curvatura.
Infatti e' possibile mettere in evidenza che nelle decorazioni incise sulla
stele di Turoe e' presente il concetto matematico di "autosomoglianza".
Infatti rileviamo spirali che sono parte di spirali piu' grandi e che 
inglobano spirali piu' piccole, ma dello stesso tipo.
La ripetizione di motivi autosimili e' un fatto abbastanza comune nell'arte
celtica.
Le decorazioni presenti sulla stele di Turoe non rappresentano quindi un
motivo ornamentale casuale, ma e' un disegno ideato, con grande probabilita',
applicando regole precise che sembrano essere quasi universali nell'arte
celtica.
La funzione originaria della stele di Turoe ci e' ovviamente sconosciuta, 
ma l' ipotesi piu' naturale e' che essa fosse legata al culto e che le
decorazioni presenti su di essa abbiano rivestito un preciso significato
simbolico e di codifica di qualche tipo di informazione.
In questo modo si tenderebbe ad escludere che le decorazioni curvilinee
siano state prodotte solamente per motivazioni di tipo estetico, ma si
tenderebbe ad affermare che quello rappresentato nel complesso disegno
altro non sia che l'immagine codificata in qualche modo di qualcosa di 
realmente osservabile.
Infatti un semplice ragionamento ci porta ad affermare che coloro che
produssero la stele di Turoe e che la utilizzarono nei rituali
fossero le stesse persone, i Druidi, che custodivano anche i sapere
astronomico del tempo.
Osservando la stele di Turoe e' possibile notare immediatamente sul
settore nord la presenza della spirale triscele posta circa ad un terzo
dell'altezza della parte del monolito che risulta coperta dai disegni.
La spirale, motivo simbolico molto comune presso i Celti, e' stato molte
volte interpretato come un simbolo solare (M.Green,..., Dechelette,1911)
al pari della ruota.
La ruota triscele appare una sola volta, rappresentata in grande e
praticamente nel baricentro del settore triangolare settentrionale della
stele.
La ruota trispiralica in questo caso e' posta esattamente sulla direzione 
Nord-Sud, vale a dire sulla direzione del meridiano astronomico locale, la 
quale e' parallela all'asse di rotazione della Terra o, cambiando il sistema 
di riferimento, all'asse di rotazione apparente della sfera celeste.
La triplice spirale chiusa appare una sola volta sulle decorazioni presenti
sulla stele di Turoe e sembrerebbe indicare la direzione dell'asse del
mondo.
La spirale e' sinistrorsa, tale cioe' da chiudersi ruotando da est a ovest.
Tale rotazione e' concorde con il senso di rotazione apparente della sfera
celeste visualmente rilevabile da un osservatore rivolto a settentrione.
Quindi non solo la spirale potrebbe indicare la direzione dell'asse del
mondo, ma codificherebbe anche l'idea del movimento rotatorio di tutto
l'universo osservabile in un determinato senso ed intorno ad un determinato
asse.
L'idea della ripartizione della sfera celeste in due settori demarcati dal
meridiano emerge in maniera spontanea osservando la struttura della stele.
Infatti sia le dimensioni che i profili delle quattro facce sono differenti,
ma accoppiati a due a due.
I due settori settentrionale e meridionale sono di forma triangolare, mentre
i settori orientale e occidentale sono di forma grosso modo semisferica e 
consistentemente piu' ampi.
Supponendo in prima approssimazione che la linea immaginaria passante per
il centro della ruota trispiralica, peraltro marcato in maniera ben definita
sulla pietra e per l'apice della stele (che in questo caso potrebbe 
simboleggiare lo Zenit) sia una trasposizione del meridiano astronomico 
locale, allora la linea equinoziale intersecherebbe esattamente i due
settori orientale e occidentale esattamente nel mezzo.
Ora che il sistema di riferimento e' stato definito possiamo occuparci delle
linee di demarcazione che separano i quattro settori in cui il disegno della
stele di Turoe puo' essere scomposto.
Queste linee definiscono quattro direzioni a due a due opposte che 
potrebbero corrispondere in maniera simbolica ad altrettante direzioni 
astronomiche fondamentali.
Due di queste direzioni sono rivolte rispettivamente a nord-est e a
nord-ovest, mentre le direzioni opposte sono a sud-est e sud-ovest.
La linea nord-est che rappresenta la congiunzione tra il settore 
settentrionale e quello orientale della stele potrebbe simboleggiare la 
direzione di levata del Sole al solstizio d'estate, mentre la linea di 
demarcazione tra i settori settentrionale e occidentale potrebbe indicare
simbolicamente la direzione di tramonto del Sole solstiziale estivo.
Allo stesso modo potrebbe esistere una corrispondenza simbolica tra la 
linea di demarcazione tra i settori meridionale e orientale e la direzione
di levata del Sole nel giorno del solstizio d'inverno e tra la linea di 
demarcazione tra i settori meridionale e occidentale e la direzione del 
tramonto del Sole solstiziale invernale. 
Questa e' una visione simbolica che potremmo definire di tipo solare, ma 
non e' l'unica possibile, infatti possiamo avanzare anche un'ipotesi legata
invece alla Luna.
In questo caso la linea di separazione tra il settore settentrionale e 
quello orientale della stele potrebbe simboleggiare la direzione di levata 
della Luna al lunistizio estremo superiore, cioe' quando il nostro satellite 
raggiunge la sua massima declinazione positiva sulla sfera celeste, mentre 
la linea di demarcazione tra i settori settentrionale e occidentale potrebbe 
indicare simbolicamente la direzione di tramonto della Luna allo stesso 
lunistizio.
Allo stesso modo potrebbe esistere una corrispondenza simbolica tra la 
linea di demarcazione tra i settori meridionale e orientale e la direzione
di levata della Luna al lunistizio estremo inferiore e tra la linea di 
demarcazione tra i settori meridionale e occidentale e la direzione del 
tramonto del nostro satellite allo stesso lunistizio.
All'epoca in cui la stele di Turoe fu prodotta gli azimut dei punti estremi
di levata della Luna raggiungevano rispettivamente 36.1 gradi ad est della
linea meridiana, (36.1 gradi ad ovest al tramonto) quando il nostro
satellite raggiungeva la sua massima declinazione boreale, pari a 28.9
gradi a nord dell'equatore celeste e 144.5 gradi ad est del meridiano
(144.5 gradi ad ovest al tramonto) alla minima declinazione, pari a -28.9
gradi sotto l'equatore celeste, ad intervalli di 18.6 anni.
Le posizioni estreme raggiunte dalla Luna concordano molto bene con i 
profili delle linee di demarcazione dei settori sulla stele di Turoe.
Potrebbe comunque essere avanzata una terza interpretazione che potremmo
definire di tipo rituale-stagionale.
Infatti secondo questa terza interpretazione la linea di separazione tra 
il settore settentrionale e quello orientale della stele potrebbe 
simboleggiare la direzione di levata del Sole nel periodo della festa di 
Belteine, mentre la linea di demarcazione tra i settori settentrionale 
e occidentale potrebbe indicare simbolicamente la direzione di tramonto del 
Sole a Belteine.
Allo stesso modo potrebbe esistere una corrispondenza simbolica tra la 
linea di demarcazione tra i settori meridionale e orientale e la direzione
di levata del Sole nel periodo della festa di Samhain corrispondente a 
Trinox Samoni per Celti continentali, e tra la linea di demarcazione tra i 
settori meridionale e occidentale e la direzione del tramonto del Sole nel 
periodo relativo alla stessa festa. 
La festa di Belteine stabiliva, per i Celti, l'inizio della stagione estiva
che terminava a Samhain quando iniziava la stagione invernale e 
contemporaneamente anche l'anno celtico.
La visione solare sostiziale e' tale per cui i punti di levata e di tramonto 
del Sole devono essere obbligatoriamente compresi tutto l'anno entro i due 
settori semisferici rispettivamente orientale e occidentale, mentre nella
interpretazione di tipo lunare lunistiziale i punti di levata e di tramonto
della Luna rimangono confinati entro i due settori citati per tutto il ciclo 
di 18.6 anni.
L'interpretazione solare stagionale potrebbe invece rivestire una maggior 
rilevanza dal punto di vista agricolo e rituale.
Quello che e' pero' importante e' l'idea che la stele di Turoe codifichi
in qualche modo simbolico la nozione di sfera celeste trasponendo in un
modello litico convesso, grosso modo semisferico, l'illusione ottica che
il cielo visibile sopra l'osservatore abbia l'aspetto di una cupola su
cui i corpi celesti compiono i loro moti apparenti.
L'ipotesi che ne deriva e' che la stele di Turoe codifichi nelle sue 
decorazioni un'immagine simbolica della volta celeste e del suo movimento
apparente trasposta secondo lo stile criptico tipico dei Celti.
Si potrebbe tentare di spingersi piu' oltre nell'interpretazione dicendo
pero' chiaramente che non esistono fatti sperimentali che possono essere
chiamati a supportare le nostre ipotesi.
I settori triangolari nord e sud potrebbero, secondo questa ipotesi, 
riprodure la frazione di cielo tutto intorno alla direzione del meridiano.
I settori est e ovest potrebbero contenere indicazioni relativamente alle
stelle rispettivamente in levata e al tramonto visibili ad occhio nudo
durante l'anno.
Ovviamente e' possibile ricostruire al computer il cielo visibile a
quell'epoca e nella localita' geografica in cui presumibilmente la pietra 
fu utilizzata per i rituali, ma questo non ci e' di molto aiuto in quanto 
la rappresentazione codificata sulla stele di Turoe dovrebbe essere la
trasposizione statica di una situazione dinamica quale e' il movimento
apparente della sfera celeste durante la notte e lungo l'anno quindi
essa non deve essere sicuramente di tipo completamente simbolico, tale da
non permettere la rilevazione di una corrispondenza diretta con qualcosa di
direttamente osservabile, ad esempio tra i centri di curvatura dei singoli
cerchi e delle singole spirali e la posizione di talune stelle luminose e
costellazioni visibili nel cielo a quell'epoca, anche se alcune posizioni
sembrerebbero coincidere abbastanza bene.
Le decorazioni a settori incise sotto la decorazione curvilinea potrebbero
essere una rappresentazione dell'orizzonte e i settori incisi potrebbero
essere dei marcatori utili ad esempio per la misura del tempo oppure per
identificare i punti del sorgere e del tramontare del Sole e della Luna
durante l'anno indicando ad esempio la posizione degli equinozi e
soprattutto quella dei solstizi o forse i fenomeni eliaci che stabilivano
le date di celebrazione delle feste rituali presso le comunita' celtiche
irlandesi dell'eta' del Ferro.
La stele di Turoe sembrerebbe, secondo queste ipotesi, un magnifico
esempio di efficente codifica delle informazioni ad uso esclusivo di coloro
che nella societa' celtica erano in grado di comprenderle. 
Il riferimento astronomico puo', e deve, essere correlato con l'aspetto 
rituale e probabilmente proprio la codifica delle possibile informazioni 
astronomiche e sul moto dell'universo potrebbero avere reso la pietra un 
oggetto di collegamento tra il mondo umano e quello divino.
La pietra di Turoe non e' l'unico esempio di steli di questo tipo, ma ne 
esistono altre quattro ritrovate in varie localita' Irlandesi a altre 
ritrovate in Bretagna a cui le medesime considerazioni esposte in questa
sede sembrerebbero adattarsi molto bene.
Rimane comunque il fatto che ci sono del tutto sconosciuti i criteri
oggettivi applicati dai Druidi celtici durante il processo di trasposizione
simbolica dell'informazione.
Questo ostacolo, per ora ancora insormontabile, ci costringe purtroppo a
formulare solamente modelli qualitativi e ancora molto approssimativi e ci
preclude una sufficente comprensione di questo interessante ed enigmatico
reperto archeologico.

 

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