I SEGNI DELL'APOCALISSE L'ASTRONOMIA NEGLI ANNALI MONASTICI IRLANDESI
                             di
                       Adriano Gaspani
Gli annali monastici compilati nei monasteri dell'Irlanda cristiana a
 partire dall'anno 442 in poi rappresentano una risorsa storica
 importantissima e contengono elenchi di eventi di svariata natura osservati
 e registrati anno per anno, attraverso un'ottica monastica cronologicamente
 posta all'incirca nel periodo iniziale della cristianizzazione nell'isola ad
 opera di S.Patrizio, S.Brigida e dei loro seguaci avvenuta durante il V
 secolo d.C.
 I testi vennero redatti con regolarita' dall'inizio del V secolo d.C. fino
 alla dissoluzione dei monasteri, verso la fine del XVI secolo.
 L'analisi dei testi ha messo in evidenza che gli eventi venivano registrati
 in tempo reale rispetto al loro accadere.
 Attualmente sono noti una dozzina di annali e piu' precisamente gli Annali
 dell'Ulster, il Cronicon Scotorum, gli Annali di Tigernach (AT), gli Annali
 di Clonmacnoise, gli Annali di Inisfallen, gli Annali di Loch Ce', gli
 Annali di Connacht, gli Annali di Cotton MS Titus, gli Annali di Roscrea,
 gli Annali del Regno d'Irlanda o dei Quattro Maestri, gli Annali di
 Multifernan a cui si aggiungono due serie frammentarie che sono i
 "Miscellaneous Irish Annals" e i "Fragmentary Annals of Ireland".
 I testi furono generalmente compilati da generazioni di anonimi monaci che
 lavoravano negli "scriptoria" dei monasteri hibernici in cui erano
 fedelmente ricopiati i testi classici antichi sia sacri che profani e di
 cui possediamo magnifiche copie miniate con l'inconfondibile stile celtico
 insulare di altissimo valore artistico, quali ad esempio il Libro di Kells.
 La comprensione dei testi e' difficolosa, al di la' della lingua in cui sono
 scritti cioe' una mistura di "old Irish", cioe' antico gaelico, e cattivo
 latino, ma soprattutto per via dello stile criptico e con cui vengono pero'
 fedelmente riportati gli avvenimenti politici, ecclesiastici e naturali, ivi
 compresi quelli astronomici i quali occupano un posto marginale in quanto
 nell'Irlanda medioevale erano sicuramente meno frequenti delle guerre, delle
 uccisioni o degli incendi delle chiese e dei monasteri.
 La distribuzione delle registrazioni di argomento astronomico non e' solo
 in relazione al ritmo con cui gli eventi accadevano, ma sono ipotizzabili
 altre ragioni come sara' messo in evidenza piu' oltre.
 I testi riportano quindi notizie relativamente alle eclissi di Sole e di
 Luna, alle comete, a strane nuvole o misteriosi fenomeni meteorologici, alle
 aurore boreali, ai terremoti e ad altri fenomeni degni di essere ricordati.
 L'analisi degli eventi astronomici elencati mostra che gli annali monastici
 irlandesi contengono accurate registrazioni di molte eclissi di Sole e di
 Luna oltre che ai passaggi di comete, ma essi non risultano essere esaustivi.
 Un fatto particolarmente stridente e' la completa assenza di segnalazioni
 relative a fenomeni planetari.
 La distribuzione delle 92 registrazioni che si riferiscono a 37 diversi
 eventi astronomici registrati nei vari testi, vede in testa gli Annali
 dell'Ulster con 31 eventi seguiti dagli Annali di Tigernach con 19
 registrazioni e il Chronicon Scotorum con 18 eventi, il resto e' disperso
 nei restanti testi.
 Quando si confrontano differenti registrazioni degli stessi eventi contenute
 in differenti testi, il primo problema da risolvere riguarda la cronologia
 in quanto fino all'anno 1000 non era prassi in tutti i monasteri l'uso
 dell'Anno Domini, cioe' il conteggio degli anni dalla nascita di Gesu' come
 stabilito da Dionigi il Piccolo.
 A cio' si aggiunge anche qualche discrepanza di piu' o meno 1 anno dovuta
 agli usi e ai sistemi di conteggio locali.
 Anche quando l'Anno Domini era utilizzato, non sempre l'anno era fatto
 iniziare il 1 Gennaio, ma ad esempio gli Annali dell'Ulster utilizzarono
 fino al 1012 l'uso di far iniziare l'anno il 25 Marzo (ab Incarnatione
 Domini), cioe' dal giorno dell'Annunciazione a Maria, nove mesi esatti prima
 del Natale.
 (In realta' questa fu un'abitudine diffusa anche nel territorio bergamasco
 infatti l'ultimo documento notarile datato secondo questo stile risale al
 all'anno 1301).
 Nel caso degli Annali di Tigernach e del Chronicon Scotorum la cosa risulta
 ancora piu' complicata in quanto la cronologia secondo l'Anno Domini non e'
 usata del tutto nelle registrazioni precedenti al 1020, mentre dopo questa
 data gli Annali di Tigernach iniziano a seguire l'uso del computo dalla data
 presunta della nascita di Gesu'.
 Esaminando le registrazioni dei 37 eventi astronomici si puo' facilmente
 rilevare l'esistenza di due distinti stili di registrazione che corripondono
 a due fasi cronologiche ben distinte.
 La prima va dall'anno 442 al 612 durante i quali le registrazioni includono
 6 eventi di cui 1 passsaggio di cometa (442 d.C.) e 5 eclissi di Sole.
 Le registrazioni mostrano chiaramente una mancanza di originalita' e di
 essere state riprese e confrontate e corrette con quelle di altri documenti
 contemporanei anche di origine non irlandese copie dei quali giunsero,
 seguendo complicati percorsi, fino nei monasteri della verde isola,
 probabilmente portate dai monaci bianchi che viaggiavano attraverso
 l'Europa.
 Esiste comunque un'eccezione che riguarda l'eclisse solare dell'anno 594.
 Le registrazioni relative agli eventi avvenuti nel 442, ne 497 e nel 512
 sembrano, a causa della similitudine delle descrizioni riportata dai vari
 annali, essere provenienti dalla Cronaca di Marcellino che e' noto fu usata
 dagli annalisti irlandesi fino allo VIII secolo per desumere le notizie
 relative ai terremoti, delle successioni dei vari papi e degli imperatori
 che si avvicendarono a Roma e nell'Europa continentale.
 Questo fatto appare evidente ricreando al computer i fenomeni citati con un
 buon software di simulazione del cielo, accurato per i periodi antichi.
 Ad esempio gli Annali di Inisfallen riportano che nell'anno 447 d.C. fu
 visibile un'eclisse di Sole, verso l'ora nona.
 Il calcolo astronomico mostra che il 23 Dicembre del 447, alle 12:58 ora
 locale, effettivamente avvenne l'eclisse in oggetto, ma la totalita' fu
 visibile dall'ora ottava alla nona in Francia Centrale, come correttamente
 rilevabile nel Chronicon Luxoviense, e non in Irlanda posta comunque
 geograficamente troppo a nord per essere compresa nella fascia di totalita'.
 La registrazione di Inisfallen e' quindi una trascrizione delle osservazioni
 eseguite presso il monastero di Lexuil.
 Un'altro caso e' quello dell'eclisse solare del 497 d.C. registrata
 contemporaneamente dagli Annali dell'Ulster, da quelli di Tigernach e dal
 Chronicon Scotorum, ma il Sole fu a malapena eclissato in Irlanda e le
 notizie rilevabili dagli annali sono pari pari quelle riportate da
 Marcellino il quale viveva nel sud della Gallia, luogo in cui l'eclisse fu
 invece visibile.
 Un'altra sorgente non irlandese fu quindi il Chronicon Luxoviense redatto
 dai monaci del monastero di Luxeuil in Francia, fondato da S.Colombano,
 monaco irlandese che mantenne comunque stretti rapporti con le istituzioni
 monastiche dell'isola.
 Altre notizie sembrano provenire dagli scritti del vescovo spagnolo Isidoro
 da Siviglia, come ad esempio nel caso dell'eclisse del 2 Agosto dell'anno
 612 d.C.
 In questo caso il fenomeno venne registrato dagli Annali dell'Ulster, dal
 Chronicon Scotorum, negli Annali di Tigernach e in quelli di Clonmacnoise e
 in vari frammenti di altre registrazioni monastiche, ma tutti indicano l'ora
 ottava.
 I dati contenuti negli annali mostrano tutti di essere giusti nel caso di
 una localita' geografica posta circa 200 Km a ovest di Siviglia, luogo in
 cui effettivamente il vescovo e annalista Isidoro visse e opero'.
 Tra l'altro sembra proprio essere stata l'osservazione di questa eclisse
 totale ad indurre il re Sesibut ad incaricare Isidoro di redarre una cronaca
 degli avvenimenti rilevanti che accaddero durante gli anni.
 Casi simili si rilevano nel caso delle eclisse solare del 512, e della
 cometa osservata nel 442 d.C.
 Fa eccezione l'eclisse di Sole del 23 Luglio 594 la quale, presente negli
 annali dell'Ulster, di Tigernach, di Inisfallen e nel Chronicon Scotorum,
 e' associata a dei dati temporali e di aspetto dei Sole eclissato coerenti
 con quanto osservabile in Irlanda.
 In ogni caso l'abitudine di copiare gli eventi da altri manoscritti termina
 completamente nel 697 e successivamente le registrazioni mostrano di essere
 originali e ricavate da osservazioni astronomiche direttamente eseguite nei
 monasteri posti sull'isola.
 La seconda fase va dal 627 al 1133 e comprende 31 eventi i quali mostrano di
 essere piu' scrupolose e di corrispondere a registrazioni eseguite sulla
 base di osservazioni astronomiche effettivamente eseguite in Irlanda e in
 questo periodo non si rilevano tracce di influenze esterne all'isola.
 Questo appare chiaro soprattutto nel caso delle eclissi di Sole e di Luna in
 quanto i dati riportati corripondono agli istanti temporali e alla
 visibilita' dei fenomeni presso le localita' in cui erano posti i monasteri
 in cui gli annali furono redatti.
 Questo ci permette di affermare che per circa cinque secoli, cioe' tra il
 627 e il 1133 nei monasteri esistevano alcuni monaci espressamente
 incaricati di eseguire precise osservazioni astronomiche, di tipo piu'
 qualitativo che quantitativo, ma in modo sistematico ed in via continuativa.
 Questo non implica che in epoche precedenti l'abitudine di osservare il
 cielo non esistesse, infatti sembrerebbe che i monaci irlandesi abbiano
 eseguito sistematiche osservazioni del cielo almeno dall'anno 594 d.C. in
 poi, ma la redazione degli annali utilizzava anche e soprattutto fonti
 esterne ai monasteri alle quali veniva dato molto peso.
 La cosa sorprendente e' che nel caso di alcuni annali, quali gli Annali
 dell'Ulster ad esempio, dopo il 1133 le registrazioni degli eventi
 astronomici cessano bruscamente e in alcuni casi cessa contemporaneamente
 anche l'uso della della lingua latina o della mistura latino-old Irish nella
 redazione dei testi, i quali diventano piu' corposi, scritti in solo gaelico
 e soprattutto orientati alla registrazione di importanti eventi politici ed
 ecclesiastici.
 A questo punto sorge in maniera del tutto naturale una questione di estremo
 interesse cioe' se le registrazioni che sono contenute negli annali
 rappresentano la totalita' delle osservazioni astronomiche eseguite dal
 clero irlandese durante il periodo altomedievale oppure no.
 Questa e' una questione a cui e' molto difficile rispondere, ma qualche
 ipotesi puo' essere avanzata.
 Prima di tutto va rilevato che disponismo di 10 eclissi solari documentate
 negli annali contro 40 visibili nell'Irlanda centrale durante il periodo che
 intercorre dal 627 al 1033, nelle quali la separazione apparente tra il
 centro del disco del Sole e quello della Luna fu inferiore o uguale a 6'
 d'arco.
 In secondo luogo si rileva che negli annali sono elencate 12 eclissi lunari
 caratterizzate da una difficoltosa visibilita' dovuta alla posizione della
 Luna nel cielo piuttosto sfavorevole, quindi visibili nelle ore che
 precedono di poco l'alba, oppure eclissi in cui la frazione di disco lunare
 coperta dall'ombra della Terra era molto ridotta.
 Le eclissi in oggetto sono quelle avvenute negli anni 691, 718, 734, 753,
 763, 773, 788, 807, 865, 878, 921 e 1023 ed esse risultano accuratemente
 rilevate quindi e' difficile ammettere che i monaci abbiano ben osservato e
 ritenuto importanti queste eclissi di difficile visibilita' e abbiano
 completamente trascurato quelle molto piu' evidenti e visibili in orari e
 posizioni in cielo molto piu' favorevoli.
 Il fatto che eventi astronomici poco rilevabili, quali quelli riportati,
 siano stati di fatto rilevati ci obbliga ad ammettere l'esistenza di
 un'attivita' osservativa sistematicamente portata avanti con continuita',
 notte dopo notte, in caso contrario questi eventi non sarebbero stati
 rilevati.
 In piu' nel corso del X secolo risulta documentata una sola eclisse di Luna,
 negli Annali dell'Ulster, quella accaduta il 17 Dicembre dell'anno 921, i
 cui parametri sono essenzialmente stati correttamente determinati.
 Se la frequenza di registrazione nei vari testi avesse strettamente
 riflettuto l'interesse delle varie comunita' monastiche presenti sul
 territorio irlandese per l'osservazione dei fenomeni astronomici, allora
 un'accuratezza come quella rilevata nei resoconti contenuti negli annali
 sarebbe stata molto improbabile.
 Le registrazioni pertinenti al X secolo sono in totale quattro: le cometa
 del 912, l'aurora boreale del 917, l'eclisse lunare del 921 e una
 curiosissima descrizione datata 939 che riferisce che il Sole si coloro' di
 rosso durante il giorno e rimase tale per un giorno e mezzo.
 Il fenomeno e' stato identificato con l'effetto delle polveri ejettate dal
 vulcano islandese Eldja' la quale e' geologicamente molto ben documentata.
 La nuvola di polvere salita in cielo a seguito dell'eruzione oscuro'
 parzialmente il cielo per circa 30 ore e si diffuse per centinaia di
 chilometri lontano dal vulcano.
 Un'altro fatto interessante riguarda il passaggio della cometa di Halley nel
 1066 e dell'esplosione della famosa supernova del 1054, nella costellazione
 del Toro.
 Negli annali si rileva che solo i giorni in cui la cometa fu piu' splendente
 e spettacolare sono riportati, mentre di fatto la cometa fu visibile in
 cielo per molto tempo e lo stesso capita per la SN1054.
 Questo significa che gli annalisti dovettero riportare nelle loro cronache
 solamente i giorni piu' importanti dell'evento selezionandoli dalla molto
 piu' estesa documentazione relativa all'osservazione dell'oggetto in cielo.
 In entrambi i casi rileviamo un'associazione tra il fenomeno astronomico e
 una ricorrenza ecclesiastica.
 Nel caso della Halley ne viene riportata la visibilita' nel martedi'
 successivo al lunedi' di Pasqua dell'anno 1066 e nel caso della SN1054 si
 tratta della domenica coincidente con la festa di S.Giorgio, nel
 martirologio della chiesa irlandese dell'epoca, quindi il 24 Aprile 1054.
 Un fatto singolare che merita attenzione riguarda la registrazione relativa
 all'aurora boreale e all'eclisse di Luna dell'anno 672.
 Al pari delle registrazioni relative alla Halley e alla SN1054 si osserva
 una preferenza per tramandare i fenomeni contemporanei tra loro e questo
 capita per almeno il 25% dei casi contenuti nei vari annali.
 Gli eventi relativi agli anni 447, 664, 691, 735, 753, 763, 865, 878 e 1023
 sono tutti eventi doppi che si riferiscono al fatto che capiti un'eclisse
 solare nei pressi del Venerdi' Santo, quindi eclisse+crocifissione di Gesu'
 oppure eclissi di Luna e visione di un'aurora boreale, oppure la coincidenza
 di un'eclisse di Luna con la festa di S.Martino oppure il verificarsi di
 un'eclisse di Luna e una di Sole a mezza lunazione di distanza, quindi nello
 stesso mese di calendario.
 Siamo quindi indotti ad ammettere che gli eventi astronomici documentati
 negli annali sono quelli che per qualche ragione a noi sconosciuta
 meritarono l'inclusione nei testi e gli altri, anche se piu' evidenti ed
 importanti, non la meritarono.
 Il criterio di inclusione non fu la spettacolarita' dell'evento in se stessa
 tanto e' vero che molti fenomeni molto spettacolari non furono inclusi, ma
 quasi sembrerebbe che un fenomeno dovesse essere incluso nel momento in cui
 esso potesse essere classificato per qualche ragione come un portento o un
 importante segno divino degno di particolare considerazione.
 Dobbiamo ricordare che ci stiamo occupando di annali monastici, quindi
 redatti in un ottica prevalentemente religiosa e spesso fortemente intrisa
 di misticismo cristiano, quindi i concetti di associazione tra un fenomeno
 astronomico e una data importante del calendario liturgico locale erano
 escatologicamente molto importanti.
 Ad esempio un'eclisse di Sole accaduta nel Venerdi' Santo ricordava la
 Crocifissione e l'eclisse solare all'ora nona che i vangeli ci tramandano,
 oppure un'eclisse avvenuta a Pasqua (conteggiata alla maniera celtica e non
 romana) era importantissima.
 Molto pittoresco e' anche il linguaggio talvolta usato nelle descrizioni dei
 fenomeni, ad esempio la Luna che durante un'eclisse ha "il colore del
 sangue" oppure "Luna rosso sangue" oppure nel caso delle eclissi di Sole
 venne usato il termine di "Sole nero", oppure "draghi visti in cielo" nel
 caso delle aurore boreali, oppure comete descritte come "orribile portento"
 oppure "segno orribile e meraviglioso".
 Tutti questi fattori sono indiscutibili segni che furono le Sacre Scritture
 ad ispirare i criteri con cui i fenomeni da includere negli annali erano
 selezionati soprattutto l'Apocalisse o Libro delle Rivelazioni scritto da
 Giovanni Evangelista che per sua natura tratterebbe di "cio' che deve
 accadere" e dei segni premonitori che lo annunciano.
 Il libro dell'Apocalisse e le rivelazioni concernenti gli ultimi giorni del
 mondo fanno continue allusioni ai fenomeni astronomici.
 Ad esempio nel capitolo 6 par. 12 (Il sesto sigillo: l'universo sconvolto)
 si legge: <<...Il Sole divento' nero come sacco di crine, la Luna divento'
 tutta simile al sangue, le stelle dal cielo si abbatterono sopra la Terra>>,
 oppure il drago nel cielo citato nel capitolo 12 etc.
 In particolare se si confronta la casistica dei fenomeni naturali citati
 negli annali monastici irlandesi e quelli citati nel libro dell'Apocalisse
 si rileva che solamente i capitoli 14, 15, 17 e 18 sono privi di qualsiasi
 riferimento che puo' essere rilevato negli annali.
 Appare quindi facile ipotizzare che le osservazioni astronomiche avessero in
 realta' il probabile scopo di scrutare il cielo alla ricerca di questi
 terribili segni incipienti la fine del mondo profetizzata nel libro
 dell'Apocalisse.
 Questa ipotesi si accorda bene con la particolare enfasi dedicata agli
 eventi doppi, contemporaneamente celesti e terrestri, astronomici e
 liturgici in quanto essi somigliano molto meglio a quanto previsto dai libri
 dell'Apocalisse.
 Va anche messo in evidenza che la visione escatologica e mistica dei "segni"
 celesti non e' di origine irlandese, ma soprattutto gallo-romana come
 mostrano le cronache di Sulpicio Severo compilate nel sud della Gallia
 durante il V secolo d.C. e quelle compilate da Idazio nel nord della Spagna,
 le quali erano note in Irlanda, copiate e studiate nei monasteri.
 In precedenza e' stata messa in evidenza la completa carenza, negli annali,
 di notizie relative ai pianeti e alle loro posizioni.
 Questo e' semplicemente da imputare al fatto che il Libro dell'Apocalisse
 non si cura assolutamente dei pianeti e come tali furono trascurati dai
 monaci in quanto non avrebbero fornito alcun segnale relativo alla fine del
 mondo.
 Rimane ora da considerare dove furono presumibilmente eseguite le
 osservazioni astronomiche che sono incluse negli annali irlandesi.
 Fino all'anno 740 tutti gli annali trascrivono cronache provenienti
 dall'Abbazia di Iona le quali si riferiscono ad osservazioni astronomiche
 effettivamente eseguite in quel luogo.
 Nel periodo che va dal 740 al 912 circa gli Annali dell'Ulster, quelli di
 Tigernach, il Chronicon Scotorum e gli Annali di Clonmacnoise riportano
 materiale proveniente dal monastero di Clonard, nella contea di Westmeath e
 da quello di Armagh nell'Irlanda del Nord i quali, con rilevante
 probabilita', sembrano essere stati i luoghi dove le osservazioni
 astronomiche furono effettivamente compiute.
 Dopo il 912 i monasteri di Clonmacnoise a Durrow nel centro dell'Irlanda
 sembrano essere stati i luoghi piu' probabili in cui le osservazioni
 astronomiche furono eseguite e i luoghi da cui provengono le notizie
 elencate negli Annali di Tigernach, nel Chronicon Scotorum e ovviamente
 negli stessi Annali di Clonmacnoise.
 Da questo si evince che la circolazione delle notizie e dei documenti
 manoscritti era frequentissima tra i vari centri monastici della verde
 isola, cosa per altri versi molto interessante considerato che in quel
 periodo storico l'Irlanda era divisa in quattro regni sempre in lotta tra
 loro e, a giudicare da quanto si legge nei vari annali monastici, con un
 ritmo medio di sette od otto guerre l'anno.
 Non era quindi facile sopravvivere, figuriamoci il dover viaggiare da un
 monastero all'altro portandosi dietro preziosi rotoli di pergamena che non
 dovevano andare distrutti.
 Negli annali si leggono notizie tali per cui non sempre l'abito monastico
 costituiva un elemento di sicurezza atto a garantire un certo rispetto e
 quindi una certa incolumita' a chi lo indossava, d'altra parte come abbiamo
 visto, le notizie e i manoscritti comunque viaggiavano in lungo e in largo
 per l'Europa portate dai monaci irlandesi le cui tracce sono spesso
 rilevabili ancora ai nostri tempi sia nella tomoponomastica che nei culti di
 taluni santi, quali S.Patrizio, S.Colombano, S.Brigida, S.Gallo e dello
 stesso Giovanni Evangelista, che ancora sono diffusi nelle vallate
 dell'Italia settentrionale e centrale.

 

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